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Auto funebre TrecastelliUrna per pratica cremazione SenigalliaDecorazione su cofano funebre



Onoranze funebri Trecastelli

Nel momento del bisogno siamo con voi, con discrezione

L’agenzia di servizi funebri Trecastelli è operativa in un’ampia comunità, distribuita su un territorio che riunisce tre comuni: Monterado, Castel Colonna e Ripe.

Il comune di Trecastelli, infatti, è uno tra i primi comuni in Italia ad aver unito tre territori, al fine di accrescere il numero di servizi a disposizione dei cittadini e per razionalizzare i costi di gestione.

Le Onoranze funebri Trecastelli sono una propaggine dell’agenzia Mori di Senigallia che vanta un’esperienza decennale nel settore funerario, essendo stata una fra le prime imprese funebri della provincia di Ancona.

L’agenzia Trecastelli è un’evoluzione dell’agenzia senigalliese e si è posta l’obiettivo di organizzare cerimonie innovative, consone alle nuove tendenze e concepite in modo da interpretare il senso profondo del rito.

Inoltre, il personale dell’impresa di pompe funebri Trecastelli è disponibile a soddisfare ogni richiesta e ad accogliere qualsiasi esigenza, anche la più singolare e complicata da attuare.

Le onoranze funebri Trecastelli sono disponibili a fornire consulenze per organizzare funerali che, oltre a onorare e celebrare il defunto, si distinguono perché seguono un “copione” originale, diverso da quello delle cerimonie tradizionali, come ultimamente è richiesto da molti familiari dei defunti.

Il personale dell’impresa di servizi funebri Trecastelli, qualificato ed esperto, unisce all’indubbia professionalità una spiccata sensibilità e profondo rispetto dell’evento luttuoso.

I familiari dei defunti che si rivolgeranno alle onoranze funebri Trecastelli saranno accolti, consigliati e sostenuti nel momento del dolore con discrezione e grande competenza.



Cosa fare in caso di decesso?



In caso di morte di un familiare, è necessario occuparsi di una serie di pratiche burocratiche, di seguito riportiamo le più importanti.



Successione


In pratica, è il passaggio dei diritti patrimoniali da un defunto a uno o più eredi. Entro un anno dal decesso, se il defunto possedeva beni immobili, si deve inoltrare all’agenzia delle entrate una dichiarazione di successione. Dopo i dovuti accertamenti fiscali, sarà stabilito l’importo della tassa di successione che terrà conto della quota ereditaria spettante e del grado di parentela. Il pagamento deve essere effettuato mediante modulo F23 e la ricevuta andrà recapitata all’ufficio delle entrate, unitamente alla pratica. Esistono due tipi di successione: legittima e testamentaria.
La successione legittima si verifica quando il defunto non ha lasciato testamento e in questo caso i beni del deceduto si trasferiscono agli eredi secondo il grado di parentela fissato dalla legge.
La successione testamentaria, come già suggerisce il nome, avviene quando il defunto ha redatto testamento e in questo caso, l’eredità si trasferisce ai soggetti presenti nel testamento e le quote spettanti a ciascuno saranno definite nello stesso documento. Se tra gli eredi legittimati c’è chi ritiene che il testamento non rispetti i suoi diritti può impugnarlo.
I successori possono assumere diversi comportamenti di fronte all’eredità:

  Accettarla
  Accettarla con beneficio di inventario
  Rifiutarla

L’inventario è un elenco di crediti e debiti (beni immobili e/o mobili) del deceduto e va compilato entro tre mesi dalla data del decesso. L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario consente di distinguere tra il patrimonio del defunto e quello dei successori. In tal modo, l’erede o gli eredi pagheranno i debiti del deceduto, ma non oltre il valore dei beni che hanno ereditato. Se ci sono eredi minori, interdetti o inabilitati, l’eredità deve essere accettata con beneficio di inventario. Per attivare tale procedura è sufficiente l’interessamento di uno solo dei successori. In caso di rifiuto della successione, l’erede non entrerà in possesso dei beni del deceduto, ma non dovrà neppure pagare i suoi debiti. Se esistono più eredi, la parte di eredità rifiutata da uno di loro sarà suddivisa tra gli altri oppure verrà attribuita per rappresentazione. La rinuncia va inoltrata al tribunale competente o a un notaio. Se il coniuge del defunto rifiuta l’eredità, non perderà comunque il diritto di abitazione e neppure la pensione di reversibilità.
I successori legittimati sono:

  Coniuge
  Figli
  Ascendenti (genitori e/o nonni)
  Fratelli (se il defunto non aveva figli)

Se il defunto non era coniugato e non aveva figli, l’eredità passerà ai parenti entro il 6° grado. Le quote sono quelle stabilite dal Codice Civile. Se non ci sono parenti entro il 6° grado, l’eredità si trasferisce allo Stato. Si è obbligati a presentare la dichiarazione di successione, se il defunto possedeva terreni e/o fabbricati, mentre se il deceduto aveva beni non immobili bisogna valutare se esiste o meno l’obbligo di presentarla. È obbligatorio consegnarla se:

  Nell’eredità sono inclusi beni immobili
  Il deceduto aveva beni mobili e immobili (conti correnti, deposito titoli, ecc.)
  Il valore complessivo dei beni mobili del deceduto oltrepassa i 25.822 euro
  Gli eredi non avevano parentela in linea retta con il defunto
  Il deceduto ha lasciato testamento

Non si deve presentare se:

  Il defunto non possedeva beni immobili
  Il valore complessivo dei beni mobili del defunto è inferiore a 25.822 euro
  Gli eredi avevano parentela in linea retta con il defunto



Testamento


Se il defunto ha stilato un testamento, questo va pubblicato presso un notaio; in tal modo, i familiari, i chiamati alla successione e i creditori potranno conoscerne il contenuto. Il notaio che si occupa della pubblicazione del testamento può sbrigare anche tutte le pratiche burocratiche o in alternativa, ci si può rivolgere a un patronato. Una volta effettuata la pubblicazione è possibile stendere la dichiarazione di successione e poi passare a suddividere l’eredità.



Pensione


Il decesso di un familiare va comunicato per via telematica all’istituto previdenziale, insieme alla richiesta della pensione di reversibilità (pensione diretta) per il coniuge oppure l’incasso di quanto maturato (pensione indiretta) per chi ne ha diritto. Nel caso di pensione INPS, vanno informate le anagrafi comunali che devono inoltrare la comunicazione, entro quarantotto ore dal decesso, per via telematica, tramite canale predisposto dal Ministero dell’Interno o direttamente all’INPS. I medici necroscopi, dal 1°gennaio 2015, devono consegnare il certificato di accertamento della morte al Comune e all’INPS, entro quarantotto ore dal decesso. Se il defunto percepiva una pensione o ne aveva maturato il diritto, alcuni familiari possono inoltrare la domanda per ottenere la pensione di reversibilità. I soggetti cui spetta la pensione diretta sono:

  Coniuge, anche separato (se il deceduto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione)
  Coniuge separato con addebito, se aveva diritto all’assegno alimentare a carico del coniuge defunto
  Coniuge divorziato, se non si è sposato di nuovo e ha diritto all’assegno di divorzio, e sempre che il coniuge defunto fosse già iscritto all’ente previdenziale, prima della sentenza di divorzio. Se il coniuge defunto si era risposato, la quota della pensione diretta va divisa tra il coniuge attuale e quello divorziato. Se uno dei coniugi che percepiscono la pensione diretta dovesse morire, il superstite prenderà la quota intera. Se il coniuge che percepisce la pensione diretta si risposasse, perderà il diritto alla pensione, ma riceverebbe una liquidazione pari a 26 volte la cifra della pensione percepita fino alla data del nuovo matrimonio
  Figli minorenni (naturali, legittimi o legittimati, adottivi, riconosciuti legalmente); studenti delle superiori di età tra i 18 e i 21 anni disoccupati e a carico del genitore defunto; studenti universitari disoccupati e a carico della persona deceduta (solo per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili di qualsiasi età a carico del genitore defunto
  Nipoti minorenni, a carico del defunto, eguagliati ai figli legittimati dalla Corte Costituzionale



Banca - Istituti di credito


Se l’eredità include depositi titoli, fondi di investimento, obbligazioni, cassette di sicurezza, conti correnti, azioni, buoni postali fruttiferi, azioni, libretti postali o altre attività bancarie, è necessario comunicare il decesso all’istituto bancario o postale con cui il defunto aveva assunto tali rapporti. Bisogna anche consegnare alcuni documenti:

  Certificato di morte
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che definisce chi sono gli eredi
  Testamento se esistente

Appena comunicata la morte del familiare, il conto sarà congelato, fino a quando non sarà inoltrato un atto notorio che definisce l’identità degli eredi. Nel caso ci siano cointestatari del conto, questi dovranno aprirne un altro e modificare gli appoggi bancari di eventuali utenze. Per ottenere lo scongelamento del conto è necessario recapitare i seguenti documenti:

  Dichiarazione della posta, della banca o della finanziaria che mostri tutte le attività effettuate dal defunto e il saldo alla data della morte
  Certificato di morte
  Certificato di matrimonio con nota del regime patrimoniale del defunto
  Fotocopia del documento di identità e codice fiscale del defunto
  Stato di famiglia storico del deceduto
  Fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti gli eredi
  Stati di famiglia degli eredi
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà stilato presso l’anagrafe
  Copia del testamento, se esistente
  Originale della rinuncia alla successione
  Copie dei contratti pattuiti con l’istituto di credito
  Copia della sentenza di separazione
  Buoni postali fruttiferi

Una volta forniti il certificato di morte e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la banca o le poste rilasceranno la dichiarazione di sussistenza o di credito che dichiarerà tutto ciò che era intestato al soggetto deceduto.



Assicurazioni


È obbligatorio informare le società intestatarie di polizze su rischi di morte, infortuni o su veicoli del decesso di un familiare e si deve consegnare a esse anche il certificato di morte. I successori dispongono di sei mesi per effettuare il passaggio di proprietà di un veicolo. Se esistono più eredi, il veicolo sarà cointestato a più soggetti; se gli eredi sono d’accordo è possibile intestare il mezzo a uno di loro. Se non si è effettuata l’intestazione a uno solo degli eredi, si possono avere dei problemi: non tutte le società assicurative accettano che la polizza di un veicolo sia cointestata. Per non incorrere in complicazioni, si può porre come primo intestatario nel passaggio del veicolo il soggetto che utilizza il mezzo. Se anche questa soluzione non dovesse andare bene, è necessario fare un secondo passaggio, da tutti i successori a colui che utilizza il veicolo. Per eseguire successione e passaggio di proprietà (da effettuare entro 60 giorni dalla morte) è bene rimettersi ad agenzie di pratiche auto. Per la classe di merito, è possibile applicare la trasferibilità (legge Bersani) ma con delle distinzioni:

  La nuova polizza acquisirà la classe peggiore tra quelle possedute dagli eredi, se il mezzo è intestato a tutti i successori non conviventi
  La nuova polizza prenderà la classe migliore tra quelle possedute dai successori, se il veicolo è intestato a tutti gli eredi conviventi
  Si applicherà la legge Bersani, se il veicolo è intestato a un solo successore, convivente
  La polizza acquisterà la classe di merito peggiore o uguale a quella posseduta da un altro soggetto a lui convivente, se il successore non fosse convivente



Utenze


Modifiche di intestazione dovute al decesso di un familiare devono essere comunicate alle società fornitrici dei dispositivi di distribuzione acqua, gas, luce e utenze telefoniche. Sono da revocare o modificare, presso l’ufficio comunale, sia l’intestazione della cartella esattoriale della tassa di smaltimento dei rifiuti sia l’IMU.



Abbonamento RAI


È possibile revocare mediante raccomandata l’abbonamento Rai o eventualmente sostituire il precedente intestatario defunto con uno nuovo che non abbia già in essere un analogo abbonamento.



Armi da fuoco


Entro otto giorni dalla morte, nel caso in cui il deceduto avesse delle munizioni, armi da fuoco o altri materiali simili che richiedono una specifica denuncia, bisogna comunicare il passaggio di possesso ai carabinieri di zona o al commissariato di polizia. Una volta informati, i pubblici ufficiali redigeranno un verbale di ritrovamento e prenderanno in consegna il materiale. Successivamente, si potrà ottenere un nulla osta per riaverne il possesso.



Dichiarazione dei redditi


La dichiarazione relativa all’anno del decesso del familiare deve essere presentata da uno degli eredi mediante Modello Unico.



Detrazione delle spese funebri


È possibile chiedere, l’anno seguente a quello in cui si sono sostenute le spese di un funerale, una detrazione d’imposta del 19% (294,50 euro) su 1.550 euro. Dal 2016, anche chi non ha legami di parentela con il deceduto può richiedere la detrazione. Se il costo del funerale è stato sostenuto da più familiari, la detrazione andrà suddivisa tra tutti gli interessati tramite una dichiarazione di ripartizione delle spese.





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